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CENNI
STORICI SUL PEPERONCINO |
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Quando Cristoforo Colombo scoprì l'America, non solo non si rese conto
di avere raggiunto un nuovo continente ma ancor meno poté immaginare
che la scoperta di alcune specie vegetali avrebbe così profondamente
interagito con gli usi ed i costumi dei popoli del Vecchio Continente.
Bisogna infatti ricordare che nell'ambito della famiglia delle
solanacee, di cui fa parte il peperoncino, si trovano anche il
pomodoro, la melanzana, la patata e il tabacco.
In realtà le origini del genere vegetale "capsicum" ( dal latino
'capsa' = scatola, per la forma dei frutti) si fanno risalire ad
un'epoca abbastanza remota: pare che il peperoncino sia apparso per la
prima volta circa 9-10000 anni fa nel Messico centro-meridionale e di
lì si sia diffuso in America centrale e nella parte settentrionale
dell'America del Sud.
I nativi americani utilizzavano il peperoncino raccolto da piante
selvatiche già nel 5000 A.C. e sembra che la sua coltivazione fosse
praticata già a partire dal 3500 A.C..
Cristoforo Colombo portò in Europa alcuni esemplari di peperoncino al
ritorno da un suo viaggio intorno al 1493, e li chiamò "pimentos" in
quanto riteneva che, per la loro piccantezza, potessero essere un
sostituto del pepe (pimiento in spagnolo), spezia allora assai costosa
e di difficile coltivazione.
All'epoca della sua scoperta, il peperoncino si era già differenziato
in circa una dozzina di varietà che venivano coltivate dagli Atzechi
per usi alimentari, medicamentosi e rituali.
In Europa l'accoglienza delle nuove specie vegetali fu abbastanza
tiepida in quanto si riteneva che i frutti della famiglia delle
solanacee fossero nocivi alla salute -ed in effetti parecchi lo sono- e
pertanto queste nuove piante vennero impiegate per anni esclusivamente
a scopo ornamentale.
Solamente verso la metà del 1600 i cuochi europei iniziarono ad
utilizzare in cucina patate, pomodori o melanzane, ma con molta cautela.
Il peperoncino, al contrario, iniziò a diffondersi in Spagna e
Portogallo già a poche decine di anni dalla sua scoperta e si propagò
ben presto ai paesi costieri del Mediterraneo, portato da commercianti
o marinai. Dal Mediterraneo, grazie alle grandi crociere esplorative di
quel periodo, il peperoncino si diffuse dapprima in Africa meridionale
e successivamente in India ed in estremo oriente entrando rapidamente a
far parte integrante delle varie culture gastronomiche di questi paesi.
Per un curioso paradosso molte varietà che si erano nel frattempo
differenziate in Europa furono reimportate in America durante la
colonizzazione del continente da parte di Francesi, Inglesi, Portoghesi
e Spagnoli, dando origine ad abitudini culinarie 'fusion', si pensi ad
esempio alla cucina creola- cajun, o a quella tex-mex o al largo uso
del peperoncino nella cucina centro e sudamericana.
Ai nostri gioni sono conosciute circa 26 specie di peperoncino ma le
uniche ad essere coltivate per uso alimentare o industriale sono 5:
Capsicum Annuum(es. Jalapeno, Caienna), Capsicum Frutescens (es.
Tabasco), Capsicum Chinensis (es. Habanero), Capsicum Baccatum (es.
Cappello del Vescovo o Bishop Crown) e Capsicum Pubescens (es. Rocoto). |
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NOTIZIE
BOTANICHE |
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I peperoncini sono originari di ambienti equatoriali o tropicali, in
queste condizioni sono arbusti perenni di dimensioni variabili da 30 -
40 cm a circa 2 m e possono vivere alcune decine di anni.
Nei climi europei, in cui la stagione calda ha una durata limitata, le
varietà utilizzate sono coltivate come piante annuali, dal momento che
le solanacee del genere Capsicum non tollerano temperature inferiori ai
7 gradi C ed hanno uno sviluppo ottimale con una temperatura compresa
tra i 21 e i 28 gradi C e con una notevole umidità atmosferica.
Le varie specie possono impollinarsi reciprocamente dando origine ad
ibridi vitali, ad eccezione del Rocoto (Capsicum Pubescens) che non può
essere impollinato che da altri Rocoto.
Il tempo di maturazione dei frutti è abbastanza variabile, da un minimo
di circa 50-60 giorni per i C.Annuum (es. Greco Dolce) ad un massimo di
100-120 giorni per i C. Chinensis (es. Habanero bianco, Cappello Turco).
Il frutto dei peperoncini è una bacca che può svilupparsi nelle
dimensioni, forme e colori più vari. Le dimensioni possono variare da
quelle giganti di un peperone quadrato a quelle minime di un chiltepin,
simile ad un piccolo pisello.
Le forme sono tra le più fantasiose del regno vegetale, a pisello, a
ciliegia, a lampioncino, a berretto turco, a sigaro, a cono appuntito o
tronco, a disco volante, lisci o grinzosi, diritti o ricurvati.
I colori sono anch'essi variabili, molte varietà maturano da un verde
più o meno intenso al rosso o al giallo o all'arancio o al marrone, ma
vi sono cicli di maturazione che partono da un colore bianco per
arrivare al rosso scuro passando attraverso il viola e l'arancio. Le
varietà più policrome, pur essendo commestibili, vengono abitualmente
coltivate a scopo ornamentale.
All'interno dei frutti vi sono nervature dette placenta su cui si
sviluppano i semi solitamente di colore bianco o avorio. Diversamente
da tutti gli altri il C.Pubescens ha semi di colore nero.
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A
COSA E' DOVUTA LA PICCANTEZZA |
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I
peperoncini contengono i Capsaicinoidi che sono un gruppo di sostanze
chimiche dove la più rappresentata e presente nei peperoncini è la
Capsaicina che assieme alla Diidrocapsaicina (ed altre minori) è la
principale responsabile della piccantezza dei peperoncini.
Queste sostanze sono formate da alcune ghiandole che si trovano nel
tessuto che sorregge i semi (tessuto placentare) mentre i semi ne sono
totalmente privi al loro interno ma la contengono solo esternamente,
per contatto con la placenta. Queste sostanze sono molto stabili e
resistono sia alla cottura, alla disidratazione che al congelamento.
E' stato P. A. Bucholtz che nel 1816 la isolò ma fu solo nel
1846, grazie a L. T. Thresh che venne sintetizzata e battezzata con il
nome appunto di capsaicina.
La capsaicina è irritante per tutti i mammiferi e provoca una
sensazione di bruciore più o meno intensa a seconda della quantità di
capsaicina contenuta nel frutto. Non lo è invece per gli
uccelli che si nutrono di queste bacche e conseguentemente diffondono i
semi e sono i responsabili della straordinaria diffusione del
peperoncino in tutto il mondo.
La sensazione di sentirsi "la bocca in fiamme" cioè la sensazione di
calore che proviamo non è reale, nel senso che non si ha un reale
aumento di temperatura nella nostra bocca. La Capsaicina infatti
interagisce semplicemente con alcuni termorecettori presenti nella
bocca (nello stomaco e nell'ano) chiamati VR1 e VRL-1 (responsabili di
segnalare al cervello quando la temperatura supera rispettivamente i
43°C e i 52°C) e li fa "scattare" come se ci fosse un reale aumento di
temperatura nella nostra bocca e quindi il cervello ci dà il segnale di
"bruciore".
Questa stessa sensazione si ha anche quando defechiamo in quanto
difficilmente i Capsocinoidi sono digeriti e quindi, al momento della
defecazione, poichè quegli stessi recettori sono presenti anche
nell'ano, abbiamo la sensazione di bruciore, anche in questo caso,
virtuale.
Una volta passata la fase di bruciore acuta, si ha una bella sensazione
di benessere che è dovuta al fatto che il "dolore" provocato dalla
Capsaicina stimola il cervello a produrre Endorfine, oppiacei naturali
prodotti dal nostro organismo per attenuare il dolore che danno appunto
una sensazione di benessere..
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IL
DOTT. SCOVILLE E L'UNITA' DI MISURA DELLA
PICCANTEZZA |
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Nel 1912 il chimico statunitense Wilbur Scoville sviluppò un metodo per
misurare il grado di piccantezza dei peperoncini (da allora definito
"Test Organolettico di Scoville"), basato sulla diluizione in acqua
zuccherata di un omogeneizzato ricavato dal peperoncino in esame.
La misurazione del livello di piccante viene espressa in SU (Scoville
Units) che indicano il rapporto di diluizione necessario a rendere
impercettibile al gusto la sensazione piccante.
In base ai risultati del test è stato attribuito, in linea di massima,
ad ogni peperoncino un livello di piccantezza: 0-150 SU: peperoni o
peperoncini dolci
150-1.000 SU: peperoncini New Mexico
1.000-2.000 SU: peperoncini Ancho o Pasilla
2.000-2.500 SU: peperoncini Aji cristal, Cascabel
2.500-5.000 SU: peperoncini Jalapeno
5.000-15.000 SU: peperoncini Serrano
15.000-50.000 SU: peperoncini De Arbol, Cayenna, Tabasco
50.000-100.000 SU: peperoncini Chiltepin, Pili-Pili
100.000-300.000 SU: peperoncini Scotch bonnet, Thai Cayenna
350.000 SU: peperoncino Habanero Red Savina
Circa 14.000.000 SU: la Capsicina pura sotto forma di oleoresina
Per fare un esempio 1 cc di Habanero ridotto in pasta dà ancora una
sensazione piccante dopo essere stato diluito in 300.000 cc di acqua
(come dire 300 litri…..).
Questa scala è abbastanza approssimativa in quanto dipende in larga
misura dalla sensibilità dell'assaggiatore, ma serve a dare un' idea
generale di cosa ci si può aspettare da un particolare peperoncino,
anche in base alle sue prospettive di utilizzo.
La grande variabilità delle Unità Scoville di uno stesso tipo di
peperoncino dipende anche da svariati fattori colturali e ambientali:
temperatura, umidità, caratteristiche del terreno o momento di raccolta
dei frutti influenzano moltissimo la piccantezza. |
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CLASSIFICAZIONE
BOTANICA
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| i |
Regno: |
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Plantae |
| i |
Sottoregno: |
Tracheobionta (piante vascolari) |
| i |
Divisione: |
Magnoliophyta (ex Angiospermae) |
| i |
Classe: |
Magnoliopsida (ex Dicotyledones) |
| i |
Subclasse: |
Asteridae |
| i |
Ordine: |
Solanales |
| i |
Famiglia:
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Solanaceae |
| i |
Genere: |
Capsicum |
| i |
Specie: |
vedere il paragrafo "Principali specie" |
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.......................................... |
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.......................................................... |
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PRINCIPALI
SPECIE |
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Le specie maggiormente coltivate sono cinque e comprendono
quasi tutti i tipi conosciuti in tutto il mondo:
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1)
CAPSICUM ANNUUM |
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Il capsicum annuum è sicuramente tra le
cinque specie la più coltivata
e comprende un gran numero di varietà con un grado di piccantezza
variabile. Ritroviamo infatti il classico Peperoncino rosso italiano,
la Paprika, il Peperoncino di Cayenna ed il Jalapeño.
La pianta ha un portamento arbustivo ed eretto. Le foglie sono di un
bel verde, a seconda della varietà possono essere pelose. I fiori sono
bianchi e compaiono all'ascella delle foglie, uno per nodo. Il frutto è
una bacca di forma e dimensioni molto diverse.
Il Capsicum annuum fu introdotto dagli spagnoli in Europa dall'America
centrale verso la fine del 1400 scoperta dalle popolazioni indigene in
quanto era la sola spezie che veniva utilizzata (soprattutto in Messico
ed in Cile).
In Italia si usa quasi esclusivamente questa specie.
Molto
famosa è la Paprica o Paprika che non è una varietà specifica ma
è la polvere che si ottiene da diverse varietà essiccato di Capsicum
annuum per cui può avere un grado di piccantezza variabile a seconda
della varietà che viene utilizzata.
E' originaria del Messico ed è diventata la spezia tipica dell'Ungheria.
Una paprika di buona qualità non deve avere un elevato colore rosso ma
una buona piccantezza.
I Friggitelli (Puparulilli nella versione originale napoletana altro
non sono che dei peperoni nani verdi della specie Capsicum annuum
(nella ricetta napoletana "si friggono in padella con aglio, olio e
peperoncino ma si aggiungono alla fine dei pomodorini Pachino tagliati
a spicchi che devono essere fatti friggere fino al completo
appassimento con i puparulilli" ricetta del nostro lettore Ciro).
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Le varietà che
ritroviamo in questa specie sono: |
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a)
Capsicum annuum varietà annuum
dove ritroviamo i seguenti gruppi e varietà:
GRUPPO ANCHO
gruppo
che annovera i famosi peperoncini noti come "Ancho" con le cultivar
Mexican Ancho (dove ritroviamo i noti Poblano che una volta secchi, in
Messico sono chiamati Ancho ), Dolmalik e Mulato (conosciuto come
"Mulato pepper" o "chile achocolatado" o "Ancho negro").
Non sono
particolarmente piccanti e sono i più famosi in Messico molto
utilizzati nella cucina locale soprattutto per fare salse. Gli Ancho
sono larghi e scuri con un aroma resinoso e fruttato ed è l'unico che
viene farcito secco dopo essere stato ammorbidito.
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| Poblano
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Mulato
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GRUPPO CAYENNA
Nel
gruppo Cayenna ritroviamo il "Pepe di cayenna" che deve il nome alla
città di Cayenna nella Gujana francese e il termine "cayenna" viene
spesso usato per indicare qualsiasi tipo di peperoncino. In America è
usato comunemente il termine "Red pepper" per indicare la polvere di
peperoncini di Cayenna. I peperoncini Cayenna hanno tutti la
particolarità di essere allungati (arrivano a 10 cm) e sottili con la
punta spesso arricciata. All'interno di questo gruppo ritroviamo le
cultivar: "Mirasol", "Red Cayenne" , "Yellow Cayenne" , "De Arbol" .
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| Red
Cayenne |
Yellow
Cayenne |
De
arbol |
GRUPPO JALAPEÑO

I
Jalapeño sono i peperoncini rossi messicani più conosciuti in Europa ed
hanno un moderato grado di piccantezza e vengono consumati in genere in
salamoia.
Il loro nome deriva dalla città di Jalapa (capitale dello stato di
Veracruz, in Messico).
In genere sono conservati in scatola o marinati o ridotti in polvere
sia verdi che rossi.
Le
bacche dei Jalapeño sono molto carnose e piccanti per questo non si
essicano naturalmente ma vengono asciugati facendo bruciare del legno
di buona qualità che gli conferisce il caratteristico aroma affumicato.
Il prodotto secco è chiamato Chipotle.
In questo gruppo ritroviamo i "Jalapeño" con le cultivar: "Early
Jalapeño"e "Jumbo Jalapeño"
GRUPPO PASILLA

Il
gruppo Pasilla annovera i peperoncini noti come "Pasilla" conosciuti in
Messico come Chile achocolatado o Chile negro in quanto, una volta
maturi, sono di colore quasi nero. Ritroviamo qua la cultivar "Pasilla"
che ha una forma lunga e sottile con un particolare gusto affumicato.
Quando è fresco è anche conosciuto come Chilaca.
GRUPPO BANANA
Il gruppo banana, racchiude le cultivar "Sweet Banana" e
"Hungarian Wax" con un sapore delicato e dolce. |
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b)
Capsicum annuum varietà
abbreviatum

Ritroviamo il classico peperoncino rosso italiano.
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c)
Capsicum annuum varietà Pimento

Questo
capsicum annuum era conosciuto in Europa come "peperoncino cuoriforme
americano" ed in america come "Pimento pepper", dolce. |
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d)
Capsicum annuum varietà glabriusculum
Ritroviamo qua le cultivar Chilipiquin o Chiltepin o
chilitepin o Tepin o Piquin o Chilipequin.

Si pensa che questo sia la specie più vicina all'antenato comune di
tutti i peperoncini (Capsicum).
Il
nome deriva da una lingua indigena messicana (il nahuatl) con la quale
si chiamava "chilitecpintl" che significa "peperoncino pulce", per le
piccole dimensioni delle bacche e l'elevata piccantezza.
Dato
il suo colore molto attraente era ed è molto ricercato dagli uccelli
che sono stati sicuramente determinanti nella nascita delle
numerosissime varietà di questa specie che ritroviamo oggi, anche allo
stato selvatico. |
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e)
Capsicum annuum varietà grossum
Ritroviamo qua il classico peperone dolce (Sweet bell) italiano
chiamato anche "Chili dolce". |
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Le altre varietà che ritroviamo in questa
specie sono:
f)
Capsicum annuum varietà pepperoncini, g) Capsicum annuum varietà
pinguita de Mono, h) Capsicum annuum varietà. anomalum, i) Capsicum
annuum varietà cerasiforme, l) Capsicum annuum varietà conoide, m)
Capsicum annuum varietà conicum, n) Capsicum annuum varietà cordiforme,
o) Capsicum annuum varietà cuneatum, p) Capsicum annuum varietà
leucocarpum, q) Capsicum annuum varietà longum, r) Capsicum annuum
varietà luteum, s) Capsicum annuum varietà lycopersiciforme, t)
Capsicum annuum varietà microcarpum, u) Capsicum annuum varietà
parvo-acuminatum, v) Capsicum annuum varietà pyramidale, z) Capsicum
annuum varietà violaceum.
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2)
CAPSICUM
FRUTESCENS
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Il
Capsicum frutescens comprende varietà che hanno dei gradi di
piccantezza variabile ma in ogni caso secondi, come grado di
piccantezza alla specie Capsicum chinense (la più piccante).
La forma ed il colore dei frutti nell'ambito delle diverse varietà è
invece abbastanza costante.
Ritroviamo in questa specie : |
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a)
Capsicum frutescens varietà fasciculatum
Ritroviamo qua i famosi Santaka, molto piccanti.
Santaka
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b)
Capsicum frutescens varietà malagueta

Questa varietà è nota
semplicemente come "Malagueta".
Malagueta |
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c)
Capsicum frutescens varietà Tabasco
La varietà Tabasco, è molto diffusa in tutto il continente americano e
in parte anche nel bacino asiatico.
A maturazione hanno una colorazione rosso viva e di forma
allungata, molto succosi e con un elevato grado di piccantezza.
La
famosa "salsa Tabasco" realizzata con questa varietà, si ottiene
facendo macerare i peperoncini tritati con tutti i semi nel sale per
tre anni in botti di quercia.
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Altre
varietà in questa specie sono:
d) Capsicum frutescens varietà
abbreviatum; e) Capsicum frutescens varietà baccatum; f) Capsicum
frutescens varietà cerasiforme; g) Capsicum frutescens varietà conoides.
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3)
CAPSICUM PUBESCENS |
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Questa
specie ha delle caratteristiche molto particolari rispetto
alle
altre: i semi sono di colore molto scuro, praticamente nero, i fiori
sono viola con antere bianche e le foglie sono pelose.
Sono piante che possono raggiungere notevoli dimensioni.
E' l'unica specie, tra le cinque, delle quali non si conosca la specie
selvatica. E' anche conosciuta come Manzana.
Tra le varietà più famose ricordiamo:
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a)
Capsicum pubescens cultivar "Rocoto"

E'
conosciuto in Messico come Manzano ed in Perù, Cile ed Ecuador come
Rocoto, di un bel colore rosso, che ricorda dalla forma una mela.
E' molto piccante e viene solitamente consumato fresco in quanto ricco
di polpa e non si presta bene all'essicazione.
E' una pianta che si sviluppa molto in altezza tanto che è anche
denominata tree chile (albero del peperoncino)
Rocoto - Manzano
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b) Capsicum pubescens cultivar "Canario"
E' conosciuto in Messico come Yellow Rocoto di
colore giallo. |
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4)
CAPSICUM
BACCATUM
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All'interno della specie ritroviamo diverse
varietà, tra le quali i noti "Aji".
Sono originari della Bolivia e del Perù con un medio grado di
piccantezza, rossi o gialli.
Sono molto utilizzati in Perù per la preparazione del loro piatto
tipico nazionale, il ceviche.
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Aji
Ritroviamo in questa specie le seguenti
varietà:
a) Capsicum baccatum
varietà "Ají Cereza" e "Aji Limon" b) Capsicum baccatum varietà
"Bolivian Long": c) Capsicum baccatum varietà "Christmas Bell" d)
Capsicum baccatum varietà "Cochabamba" e) Capsicum baccatum varietà
"Dedo do Moca" f) Capsicum baccatum varietà "Kovinchu" g) Capsicum
baccatum varietà "Mono" h) Capsicum baccatum varietà "Peri-Peri" i)
Capsicum baccatum varietà "Pilange" l) Capsicum baccatum varietà
"Serranito" m) Capsicum baccatum varietà baccatum; n) Capsicum baccatum
varietà microcarpum; o) Capsicum baccatum varietà pendulum dove
ritroviamo: 'Ají Amarillo', 'Escabeche', 'Kellu Uchu' , 'Puca Uchu' ;
p) Capsicum baccatum varietà praetermissum.
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5)
CAPSICUM CHINENSE |
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All'interno della specie Capsicum chinense
ritroviamo le varietà più piccanti al mondo:
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a)
Capsicum chinense varietà: 'Habañero',
'Habañero Rojo', "Chocolate Habañero" e Yellow habañero

Gli Habañero sono i più piccanti al mondo e sono originali del sud
America.
Hanno
la forma arrotondata e possono essere a maturazione rossi o aranciati
ed hanno un caratteristico sapore leggermente fruttato.
Habañero rojo
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b)
Capsicum chinense varietà "Red Savina"
Ritroviamo il Red
Savina, tipico della penisola dello Yucatan ed entrato nel Guinness dei
primati per la sua elevata piccantezza.
Red
Savin
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c)
Capsicum chinense varietà 'Scotch Bonnet'
che segue come grado di piccantezza l' Habañero .
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d)
Capsicum chinense varietà microcarpa
Ritroviamo in questa
varietà gli African Devil (diavolo africano) o Bird's eye (occhio
d'uccello) o Piri piri o Pilipili, molto usati in Africa e molto
piccante.
African
Devil
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e)
Capsicum chinense varietà Naga Dorset,
Il Naga Dorset è
stato creato recentemente (2006) in Inghilterra e pare superi in
piccantezza l'Habañero (non è stato ancora certificato).
Naga Dorset
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f)
Capsicum chinense varietà Congo
Ritroviamo i peperoncini noti come Carribean o peperoncini del Congo.
Carribean
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Altre varietà sono:
g) Capsicum chinense
varietà "Datil" h) Capsicum
chinense varietà "Limo" i) Capsicum chinense varietà "Panca" l)
Capsicum chinense varietà "Red Squash" m) Capsicum chinense varietà
"Rocotillo" n) Capsicum chinense varietà "Uvilla Grande" o) Capsicum
chinense varietà Yuquitania; p) Capsicum chinense varietà charapa
chinchi-uchu; q) Capsicum chinense varietà pucomncho.
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PEPERONCINO
E...SALUTE |
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Il Peperoncino appartiene al genere capsicum, della specie "Capsicum
annuum", dal latino "capsa", scatola, forziere, si dice, per
evidenziare l'importanza dei semi che la bacca come una cassaforte
contiene.
I principi attivi sono costituiti dalla Capsaicina, un alcaloide
derivato dalla fissazione dell'azoto con altri elementi chimici.
La capsaicina è l'elemento base del peperoncino, responsabile
del"bruciore", ma anche degli effetti più benefici sul sistema nervoso.
Contiene :un alto tasso di Vitamina C, in proporzione, più di un
arancio, (la scoperta della vitamina c, è avvenuta nel 1937 proprio
grazie ad un peperoncino ungherese).
La Vitamina "P", protegge l'elasticità dei capillari e funziona da
tonico dell'attività circolatoria.
Vitamine "K" e "K2" sono antiemorragici.
Vitamina "E" denominata "long life", antiossidante naturale, riduce il
consumo di ossigeno nei muscoli e protegge i tessuti
dall'invecchiamento stimolando la produzione di prostaglandine,
elementi ormonali capaci di svolgere azione benefica riparatoria dei
tessuti delle arterie .
Vitamina "A" svolge un ruolo primario nel metabolismo cellulare ed
efficace nei problemi di vista.
La Lecitina , aumenta il volume delle arterie, combattendo il
colesterolo.
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IL
PEPERONCINI NON FA BRUCIARE SOLO LA LINGUA MA ANCHE LE CELLULE TUMORALI |
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Che il
peperoncino avesse
molte proprietà terapeutiche già si sapeva ma ora dagli studi diretti
da Sören Lehmann dell’università di Los Angeles è emerso che la
capsaicina, l’alcaloide principale responsabile della sensazione di
piccante prodotta dai peperoncini, è in grado di indurre le cellule
tumorali del cancro alla prostata ad innescare il processo di apoptosi,
ossia una sequenza di autodistruzione presente nelle cellule.
Lo
studio condotto sui topi ha dimostrato che la capsaicina è in grado di
indurre l’apoptosi di circa l’80% delle cellule tumorali, e in alcune
culture in vitro di cellule umane ne ha bloccato o ridotto notevolmente
la proliferazione. Secondo Lehmann la dose somministrata ai topi
corrisponderebbe, per una persona di 90 chili, a 400 milligrammi di
capsaicina, a sua volta pari al consumo di tre-otto peperoncini della
varietà habañera, considerati i più piccanti del mondo. Il contenuto di
capsaicina può infatti variare notevolmente a seconda del singolo
frutto, oltre che della varietà. Per valutare la piccantezza dei
peperoncini si utilizza la “scala di Scoville”, in base alla quale un
peperoncino comune ha un punteggio di 5000 unità, il peperoncino
calabrese arriva alle 15.000 unità, quello di Cayenna alle 50.000 e il
tipo habañera supera le 300.000.
L’azione della capsaicina si
esplica in primo luogo attraverso la riduzione dei recettori per gli
estrogeni sulle cellule tumorali, ma agisce anche sulle cellule
tumorali non ormono-dipendenti e riduce anche la produzione di PSA, la
proteina antigene specifica che è utilizzata per rilevare la presenza
di un cancro alla prostata attraverso un esame del sangue. |
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GASTRITE
E MALATTIE GASTROINDESTINALI |
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La capsaicina , che conferisce il sapore piccante, stimola e quindi
favorisce la digestione ed ha un alto potere eupeptico e
quindi svolge una efficacie azione preventiva per gastriti, ulcere
gastriche, e digestioni difficili.
In caso di ulcera acuta in atto , tuttavia , è consigliabile astenersi
dall'assunzione finchè perdura il dolore. Successivamente procedere ad
assunzioni in dosi inizialmente non elevate.
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BENESSERE,
DOLORI E CELLULITE |
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L'effetto di mutare il dolore in piacere (bruciore , brividi piacevoli,
euforia, calore alla nuca e al cuoio capelluto,
sudorazione piacevole), come e' stato definito "un
morso che corre sulla pelle", interessando molti scienziati
negli ultimi trent'anni.
Fra quelli che hanno cercato di dare una spiegazione scientifica al
fenomeno vi è l'ungherese Dott. Jansò, che ha scoperto che la
capsaicina stimola il rilascio da parte delle cellule nervose di una
sostanza chiamata "P" , dalla parola inglese "pain", dolore. A questa
sostanza una volta emessa, viene impedito il riformarsi sul tessuto
nervoso, avendone la capsaicina occupato il posto. Si interrromperebbe
quindi , grazie a quest'ultima, la catena che porta il dolore dalle
terminazione nervose ai tessuti del corpo doloranti.
A parte questa teoria la cui dimostrazione può risultare difficoltosa,
è provato che il peperoncino stimoli le ghiandole produttrici di
endorfine, la naturale difesa del nostro corpo al dolore e
contemporaneamente richiami sangue in superficie per l'effetto
vasodilatatorio della lecitina.
Una preparazione usata sia per i dolori muscolari, per pazienti che
soffrono di cellulite e di calvizie può essere un' argilla al
peperoncino.
(Incorporate polvere di peperoncino in argilla verde ( rapporto 1
peperoncino/ 6 argilla), con l'aggiunta di acqua fatene un cataplasma
da spennellare sulla parte interessata e fate asciugare.
Il peperoncino svolge anche un'azione disinfettante e antifermentativa,
prevenendo malattie gastrointestinali molto frequenti
soprattutto nei paesi caldi.
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DEPRESSIONE
ED INSOMNIA |
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La medicina indiana , che per centinaia di anni ha sperimentato gli
effetti dell'assunzione del peperoncino dice che il peperoncino "
stimola lo spirito e il sangue".
L'effetto vasodilatatorio delle arterie e la facilitazione della
digestione favorisce il sonno notturno.
( Se non riuscite a superare la barriera del bruciore, miscelate 1
grammo di polvere ogni mattina e ogni sera prima di andare a letto, in
un cucchiaio di miele con tè o latte caldo ).
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TABAGISMO |
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Risultati empirici, dimostrano che l'uso continuo del peperoncino
favorisce la disabitudine al fumo. Studi scientifici stanno analizzando
il fenomeno.
Pare che il merito sia dovuto , ad una sostanza, parente stretta della
nicotina, derivata dal tabacco,anch' essa pianta solanacea, "cugina"
del peperoncino.
Studiosi americani hanno scoperto che una sostanza presente nel
peperoncino, la glicoproteina, produce effetti analoghi ( in questo
caso benefici ) a quelli prodotti dalla nicotina.
Chi decidesse quindi di smettere di fumare troverebbe ottimo sostegno
fisico nel consumo abituale di peperoncino.
Chi non riuscisse nell'intento troverebbe ugualmente, grazie alla
vitamina C , contenuta in altissima misura nei semi, un efficacie
protezione contro gli effetti nocivi del fumo di sigaretta.
( Dosi consigliate in assenza di altri disturbi 1 grammo ogni 10 Kg.
per due mesi ).
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CARDIOPATIE,
IPERTENSIONE, IPOTENSIONE, COLESTEROLO ALTO |
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Con l' uso costante e regolare del peperoncino è scientificamente
provato che la circolazione diviene più regolare e pulita.
Grazie alla vitamina P , la circolazione sanguigna viene naturalmente
sollecitata, chi soffre quindi di pressione bassa troverà in questa
pianta un efficace rimedio.
D'altro canto chi soffre di pressione alta troverà ugualmente un
miglioramento. La lecitina è un acido polinsaturo, e quindi è capace di
intervenire nel metabolismo legandosi ad un elemento costitutivo del
colesterolo.
Si combina con esso, e lo fluidifica rimuovendolo dalle pareti delle
arterie. Il volume delle arterie aumentando fa diminuire di riflesso la
pressione arteriosa.
Questa azione combinata fa un efficacie rimedio preventivo quindi per
malattie circolatorie, infarti, trombosi...etc.
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EMORROIDI
E STITICHEZZA |
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La medicina ha da tempo sperimentato questo effetto del peperoncino di
curare le emorroidi ( già nel 1857 l'Accademia medica francese
riconosceva al frutto piccante questo potere ).
Anche qui si tratta di un'azione della capsaicina di regolare il flusso
sanguigno e della vitamina E capace di ristrutturare le pareti interne
dei vasi sanguigni .
Le dosi consigliate in questo particolare caso sono di 0,5 grammi al
giorno.
Chi soffrisse di stitichezza troverà ugualmente giovamento in quanto il
peperoncino è un grande regolatore dell'intestino.
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ESALTAZIONE
DEL GUSTO |
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Contro la comune opinione, il peperoncino , passato il momentaneo
bruciore, esalta notevolmente il gusto.
Lo studioso australiano John Prescott sostiene che la capsaicina,
stimoli le diramazioni del nervo trigemino all'interno della bocca,
occhi, naso e lingua.
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FERITE |
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La vitamina K, essendo un antiemorragico, attira le piastrine e
accelera il processo di cicatrizzazione.
Un impacco di acqua calda con dentro un pizzico di polvere di
peperoncino, se non avete altro modo di disinfettare una ferita è un
rimedio "doloroso", ma efficacie più di ogni altro prodotto in
commercio.
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ALCOLISMO |
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Il
celebre medico fitoterapeuta Henri Leclerc dice di aver guarito
molti alcolisti incalliti somministrando ogni tre ore un cucchiaio da
cucina da lui preparato miscelando 4 gr. di tintura madre di capsicum
annuum con 180 gr. di acqua.
D'altra parte l'utilizzazione del peperoncino contro l'alcolismo ha
riscontri puntuali presso varie culture popolari.
Chi
ha abusato di alcool starà subito meglio con una tisana amara
(assenzio, gauriana) con l'aggiunta di 2 o 3 gocce di tintura madre di
peperoncino.
Arteriosclerosi
Le proprietà vasodilatatrici e
anticolesterolo sono riconosciute da tutti. Ad esse si aggiunge
l'azione della vitamina PP che rende elastici i capillari e della
vitamina E che aumenta l'ossigenazione nel sangue. Per questi motivi il
peperoncino è utilissimo per la prevenzione e la cura
dell'arteriosclerosi. |
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ARTITE,
REUMATISMI |
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Usato sul corpo, all'esterno, il peperoncino ha un effetto revulsivo
cioè dilata i capillari e riscalda.
Per artriti e reumatismi procedere così: far macerare per 2 giorni 6
peperoncini rossi in 100 gr. di alcool a 60° e con questo poi fare
impacchi sulle parti dolo-ranti.
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ARTROSI,
LOMNAGGINE |
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Castore Durante, un botanico vissuto nel
XVII secolo, indica il peperoncino come revulsivo nell'artrosi, nella
lombaggine e nella sciatica. In caso di necessità si può preparare una
lozione lasciando macerare una parte di peperoncino in 6 di alcool a
33°. Aggiungendo 15/20 gocce di questa lozione in mezzo bicchiere
d'acqua si otterrà un ottimo rimedio per artrosi e lombaggini (da
frizionare sulle parti).
Allo stesso scopo si potranno preparare dei cataplasmi di argilla e
peperoncini da spennellare sul corpo.
Ci
vuole l'argilla verde e il peperoncino da unire sempre in ragione di 6
parti di argilla e una di peperoncino. Sia con le lozioni che con
l'argilla procedere con cautela e massima attenzione perché se si
esagera il peperoncino causa irritazioni gravi ed anche ustioni.
Il
consiglio è di sperimentare prima il grado personale di tollerabilità:
fare un'applicazione all'interno del braccio; se dopo dodici ore il
rossore sparisce senza conseguenze significa che la preparazione scelta
può essere usata tranquillamente. Nel caso contrario diminuire la dose
di peperoncino.
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CADUTA
DEI CAPELLI |
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Il potere stimolante del "capsicum" ha un'azione benefica sul cuoio
capelluto.
La tradizione popolare calabrese attribuisce poteri miracolosi al
peperoncino contro la caduta dei capelli.
La
lozione si prepara così: far macerare al buio per otto giorni 3
peperoncini in un litro di alcool. Filtrarla e frizionare due volte al
giorno. Con pazienza. Avendo come riferimento una certezza: nei popoli
che consumano peperoncino la calvizie è rara. |
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LARINGITE |
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Il peperoncino funziona bene come decongestionante
e antinfiammatorio contro laringiti, raucedini e tossi spasmodiche. Una
ricetta semplice per i gargarismi. Fare macerare in alcool a 90° 2 gr.
di polvere di peperoncino, per 12 ore. Filtrare e usare 10 gocce del
liquido ottenuto in mezzo bicchiere di acqua calda. |
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