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Nuovo logo europeo del Biologico

(obbligatorio dal 1 luglio 2010)

L'agricoltura biologica è un sistema di produzione agricola che cerca di offrire al consumatore prodotti freschi, gustosi e genuini, rispettando il ciclo della natura.
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ROCCA srl.

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Ti invitiamo a leggere

Fin da tempi antichissimi, il peperoncino è un condimento molto popolare e presente nella dieta di popolazioni molto diverse e lontanissime tra loro nel tempo e nello spazio, un successo che si spiega non solamente a causa delle sue proprietà organolettiche ma che ha come elementi fondanti le proprietà benefiche di questa bacca sulla salute.
...e il peperoncino, vero diamante di gusto
Qualche informazione in più.

 Curiosità
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Il peperoncino ha molte proprietà benefiche:
 
Favorisce la secrezione di succhi gastrici e la digestione; in alcune regioni del sud viene preparato un infuso digestivo a base di camomilla, peperoncino e miele da offrire ai commensali dopo un abbondante pasto.
 
Aiuta i postumi di una sbornia; in questo caso verrà preparato un infuso a base di assenzio e tintura madre di peperoncino.
 
Ha ottime proprietà di vasodilatatore e anticolesterolo, in più aiuta i capillari a rimanere elastici e permette l’ossigenazione del sangue.
 
In caso di artriti e reumatismi, il peperoncino fatto macerare nell’alcol e poi usato come impacco sulle parti doloranti, aiuta ad alleviare il dolore.
 
È un potente anti-cancro perché possiede vitamina C che rafforza le difese immunologiche contro le degenerazioni tumorali.
 
La medicina ayurvedica e quella Cinese sostengono che il peperoncino sia un ottimo rimedio contro depressione e inappetenza perché stimola lo spirito e il sangue.
 
Ha poteri decongestionanti e antinfiammatori, quindi andrebbe usato in caso di laringiti raucedini e tossi.
 
Il peperoncino previene infarti e malattie cardiovascolari e un uso costante abbassa il colesterolo, e rafforza arterie e cuore; questo perché il suo seme possiede molti acidi insaturi che puliscono i vasi sanguigni.
 
Essendo ricco di vitamina E, considerata la vitamina della fecondità e della potenza sessuale, il peperoncino è un ottimo afrodisiaco.
 


Quando il peperoncino è da evitare Pur avendo molti poteri, il peperoncino va evitato:
 
Nei bambini, perché è meglio attendere i 12/13 anni
 
Un uso eccessivo può irritare mucose intestinali, stomaco e reni.
 
In caso di arrossamenti cutanei sono sconsigliati impacchi esterni.
 


Il peperoncino come promotore di bellezzaNegli ultimi anni, esperimenti e studi hanno sottolineato anche il ruolo positivo del peperoncino nei trattamenti di bellezza, e in modo particolare per:
 
Acne
una maschera facciale a base di peperoncino e argilla aiuta a mantenere la pelle giovane e fresca, impedendo alle impurità di depositarsi sul viso.
 
Capelli spenti e opachi
mangiare peperoncino e usare lozioni a base di alcol e peperoncino (frizionato poi sui capelli due volte al giorno), aiuta ai capelli a ritrovare splendore.
 
Cellulite
fanghi a base di argilla e peperoncino in polvere sono ottimi per impacchi e cataplasmi nelle zone del corpo maggiormente adipose.
 
Cura del corpo e del viso
i massaggi effettuati sul corpo con olio e peperoncino aiutano a regalare vitalità corporea e a coadiuvare gli allenamenti degli sportivi.

Buona lettura!
CENNI STORICI SUL PEPERONCINO

Quando Cristoforo Colombo scoprì l'America, non solo non si rese conto di avere raggiunto un nuovo continente ma ancor meno poté immaginare che la scoperta di alcune specie vegetali avrebbe così profondamente interagito con gli usi ed i costumi dei popoli del Vecchio Continente. Bisogna infatti ricordare che nell'ambito della famiglia delle solanacee, di cui fa parte il peperoncino, si trovano anche il pomodoro, la melanzana, la patata e il tabacco.

In realtà le origini del genere vegetale "capsicum" ( dal latino 'capsa' = scatola, per la forma dei frutti) si fanno risalire ad un'epoca abbastanza remota: pare che il peperoncino sia apparso per la prima volta circa 9-10000 anni fa nel Messico centro-meridionale e di lì si sia diffuso in America centrale e nella parte settentrionale dell'America del Sud.

I nativi americani utilizzavano il peperoncino raccolto da piante selvatiche già nel 5000 A.C. e sembra che la sua coltivazione fosse praticata già a partire dal 3500 A.C..

Cristoforo Colombo portò in Europa alcuni esemplari di peperoncino al ritorno da un suo viaggio intorno al 1493, e li chiamò "pimentos" in quanto riteneva che, per la loro piccantezza, potessero essere un sostituto del pepe (pimiento in spagnolo), spezia allora assai costosa e di difficile coltivazione.

All'epoca della sua scoperta, il peperoncino si era già differenziato in circa una dozzina di varietà che venivano coltivate dagli Atzechi per usi alimentari, medicamentosi e rituali.

In Europa l'accoglienza delle nuove specie vegetali fu abbastanza tiepida in quanto si riteneva che i frutti della famiglia delle solanacee fossero nocivi alla salute -ed in effetti parecchi lo sono- e pertanto queste nuove piante vennero impiegate per anni esclusivamente a scopo ornamentale.

Solamente verso la metà del 1600 i cuochi europei iniziarono ad utilizzare in cucina patate, pomodori o melanzane, ma con molta cautela.

Il peperoncino, al contrario, iniziò a diffondersi in Spagna e Portogallo già a poche decine di anni dalla sua scoperta e si propagò ben presto ai paesi costieri del Mediterraneo, portato da commercianti o marinai. Dal Mediterraneo, grazie alle grandi crociere esplorative di quel periodo, il peperoncino si diffuse dapprima in Africa meridionale e successivamente in India ed in estremo oriente entrando rapidamente a far parte integrante delle varie culture gastronomiche di questi paesi.

Per un curioso paradosso molte varietà che si erano nel frattempo differenziate in Europa furono reimportate in America durante la colonizzazione del continente da parte di Francesi, Inglesi, Portoghesi e Spagnoli, dando origine ad abitudini culinarie 'fusion', si pensi ad esempio alla cucina creola- cajun, o a quella tex-mex o al largo uso del peperoncino nella cucina centro e sudamericana.

Ai nostri gioni sono conosciute circa 26 specie di peperoncino ma le uniche ad essere coltivate per uso alimentare o industriale sono 5: Capsicum Annuum(es. Jalapeno, Caienna), Capsicum Frutescens (es. Tabasco), Capsicum Chinensis (es. Habanero), Capsicum Baccatum (es. Cappello del Vescovo o Bishop Crown) e Capsicum Pubescens (es. Rocoto).
 
NOTIZIE BOTANICHE

I peperoncini sono originari di ambienti equatoriali o tropicali, in queste condizioni sono arbusti perenni di dimensioni variabili da 30 - 40 cm a circa 2 m e possono vivere alcune decine di anni.

Nei climi europei, in cui la stagione calda ha una durata limitata, le varietà utilizzate sono coltivate come piante annuali, dal momento che le solanacee del genere Capsicum non tollerano temperature inferiori ai 7 gradi C ed hanno uno sviluppo ottimale con una temperatura compresa tra i 21 e i 28 gradi C e con una notevole umidità atmosferica.

Le varie specie possono impollinarsi reciprocamente dando origine ad ibridi vitali, ad eccezione del Rocoto (Capsicum Pubescens) che non può essere impollinato che da altri Rocoto.

Il tempo di maturazione dei frutti è abbastanza variabile, da un minimo di circa 50-60 giorni per i C.Annuum (es. Greco Dolce) ad un massimo di 100-120 giorni per i C. Chinensis (es. Habanero bianco, Cappello Turco).

Il frutto dei peperoncini è una bacca che può svilupparsi nelle dimensioni, forme e colori più vari. Le dimensioni possono variare da quelle giganti di un peperone quadrato a quelle minime di un chiltepin, simile ad un piccolo pisello.

Le forme sono tra le più fantasiose del regno vegetale, a pisello, a ciliegia, a lampioncino, a berretto turco, a sigaro, a cono appuntito o tronco, a disco volante, lisci o grinzosi, diritti o ricurvati.

I colori sono anch'essi variabili, molte varietà maturano da un verde più o meno intenso al rosso o al giallo o all'arancio o al marrone, ma vi sono cicli di maturazione che partono da un colore bianco per arrivare al rosso scuro passando attraverso il viola e l'arancio. Le varietà più policrome, pur essendo commestibili, vengono abitualmente coltivate a scopo ornamentale.

All'interno dei frutti vi sono nervature dette placenta su cui si sviluppano i semi solitamente di colore bianco o avorio. Diversamente da tutti gli altri il C.Pubescens ha semi di colore nero.
 
A COSA E' DOVUTA LA PICCANTEZZA

 I peperoncini contengono i Capsaicinoidi che sono un gruppo di sostanze chimiche dove la più rappresentata e presente nei peperoncini è la Capsaicina che assieme alla Diidrocapsaicina (ed altre minori) è la principale responsabile della piccantezza dei peperoncini.

 
Queste sostanze sono formate da alcune ghiandole che si trovano nel tessuto che sorregge i semi (tessuto placentare) mentre i semi ne sono totalmente privi al loro interno ma la contengono solo esternamente, per contatto con la placenta. Queste sostanze sono molto stabili e resistono sia alla cottura, alla disidratazione che al congelamento.

E' stato P. A. Bucholtz che nel 1816  la isolò ma fu solo nel 1846, grazie a L. T. Thresh che venne sintetizzata e battezzata con il nome appunto di capsaicina.

La capsaicina è irritante per tutti i mammiferi e provoca una sensazione di bruciore più o meno intensa a seconda della quantità di capsaicina contenuta nel frutto.  Non lo è invece per gli uccelli che si nutrono di queste bacche e conseguentemente diffondono i semi e sono i responsabili della straordinaria diffusione del peperoncino in tutto il mondo.

La sensazione di sentirsi "la bocca in fiamme" cioè la sensazione di calore che proviamo non è reale, nel senso che non si ha un reale aumento di temperatura nella nostra bocca. La Capsaicina infatti interagisce semplicemente con alcuni termorecettori presenti nella bocca (nello stomaco e nell'ano) chiamati VR1 e VRL-1 (responsabili di segnalare al cervello quando la temperatura supera rispettivamente i 43°C e i 52°C) e li fa "scattare" come se ci fosse un reale aumento di temperatura nella nostra bocca e quindi il cervello ci dà il segnale di "bruciore".

Questa stessa sensazione si ha anche quando defechiamo in quanto difficilmente i Capsocinoidi sono digeriti e quindi, al momento della defecazione, poichè quegli stessi recettori sono presenti anche nell'ano, abbiamo la sensazione di bruciore, anche in questo caso, virtuale.

Una volta passata la fase di bruciore acuta, si ha una bella sensazione di benessere che è dovuta al fatto che il "dolore" provocato dalla Capsaicina stimola il cervello a produrre Endorfine, oppiacei naturali prodotti dal nostro organismo per attenuare il dolore che danno appunto una sensazione di benessere..
 
IL DOTT. SCOVILLE E L'UNITA' DI MISURA DELLA PICCANTEZZA


Nel 1912 il chimico statunitense Wilbur Scoville sviluppò un metodo per misurare il grado di piccantezza dei peperoncini (da allora definito "Test Organolettico di Scoville"), basato sulla diluizione in acqua zuccherata di un omogeneizzato ricavato dal peperoncino in esame.

La misurazione del livello di piccante viene espressa in SU (Scoville Units) che indicano il rapporto di diluizione necessario a rendere impercettibile al gusto la sensazione piccante.

In base ai risultati del test è stato attribuito, in linea di massima, ad ogni peperoncino un livello di piccantezza: 0-150 SU: peperoni o peperoncini dolci

150-1.000 SU: peperoncini New Mexico

1.000-2.000 SU: peperoncini Ancho o Pasilla

2.000-2.500 SU: peperoncini Aji cristal, Cascabel

2.500-5.000 SU: peperoncini Jalapeno

5.000-15.000 SU: peperoncini Serrano

15.000-50.000 SU: peperoncini De Arbol, Cayenna, Tabasco

50.000-100.000 SU: peperoncini Chiltepin, Pili-Pili

100.000-300.000 SU: peperoncini Scotch bonnet, Thai Cayenna

350.000 SU: peperoncino Habanero Red Savina

Circa 14.000.000 SU: la Capsicina pura sotto forma di oleoresina

Per fare un esempio 1 cc di Habanero ridotto in pasta dà ancora una sensazione piccante dopo essere stato diluito in 300.000 cc di acqua (come dire 300 litri…..).

Questa scala è abbastanza approssimativa in quanto dipende in larga misura dalla sensibilità dell'assaggiatore, ma serve a dare un' idea generale di cosa ci si può aspettare da un particolare peperoncino, anche in base alle sue prospettive di utilizzo.

La grande variabilità delle Unità Scoville di uno stesso tipo di peperoncino dipende anche da svariati fattori colturali e ambientali: temperatura, umidità, caratteristiche del terreno o momento di raccolta dei frutti influenzano moltissimo la piccantezza.
 
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

i Regno: Plantae
i Sottoregno: Tracheobionta (piante vascolari)
i Divisione: Magnoliophyta (ex Angiospermae)
i Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
i Subclasse: Asteridae
i Ordine: Solanales  
i Famiglia: Solanaceae
i Genere: Capsicum
i Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"
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PRINCIPALI SPECIE

Le specie maggiormente coltivate  sono cinque e comprendono quasi tutti i tipi conosciuti in tutto il mondo:

 
1) CAPSICUM ANNUUM
.. Il capsicum annuum è sicuramente tra le cinque specie la più coltivata e comprende un gran numero di varietà con un grado di piccantezza variabile. Ritroviamo infatti il classico Peperoncino rosso italiano, la Paprika, il Peperoncino di Cayenna ed il Jalapeño.

La pianta ha un portamento arbustivo ed eretto. Le foglie sono di un bel verde, a seconda della varietà possono essere pelose. I fiori sono bianchi e compaiono all'ascella delle foglie, uno per nodo. Il frutto è una bacca di forma e dimensioni molto diverse.

Il Capsicum annuum fu introdotto dagli spagnoli in Europa dall'America centrale verso la fine del 1400 scoperta dalle popolazioni indigene in quanto era la sola spezie che veniva utilizzata (soprattutto in Messico ed in Cile).

In Italia si usa quasi esclusivamente questa specie.
   

Molto famosa è la Paprica o Paprika che non è una varietà specifica ma è la polvere che si ottiene da diverse varietà essiccato di Capsicum annuum per cui può avere un grado di piccantezza variabile a seconda della varietà che viene utilizzata.

E' originaria del Messico ed è diventata la spezia tipica dell'Ungheria.

Una paprika di buona qualità non deve avere un elevato colore rosso ma una buona piccantezza.

I Friggitelli (Puparulilli nella versione originale napoletana altro non sono che dei peperoni nani verdi della specie Capsicum annuum (nella ricetta napoletana "si friggono in padella con aglio, olio e peperoncino ma si aggiungono alla fine dei pomodorini Pachino tagliati a spicchi che devono essere fatti friggere fino al completo appassimento con i puparulilli" ricetta del nostro lettore Ciro).

Le varietà che ritroviamo in questa specie sono:
 
a) Capsicum annuum varietà annuum  dove ritroviamo i seguenti gruppi e varietà:

GRUPPO ANCHO

gruppo che annovera i famosi peperoncini noti come "Ancho" con le cultivar Mexican Ancho (dove ritroviamo i noti Poblano che una volta secchi, in Messico sono chiamati Ancho ), Dolmalik e Mulato (conosciuto come "Mulato pepper" o "chile achocolatado" o "Ancho negro").
Non sono particolarmente piccanti e sono i più famosi in Messico molto utilizzati nella cucina locale soprattutto per fare salse. Gli Ancho sono larghi e scuri con un aroma resinoso e fruttato ed è l'unico che viene farcito secco dopo essere stato ammorbidito.
Poblano  Mulato 


 
GRUPPO CAYENNA

Nel gruppo Cayenna ritroviamo il "Pepe di cayenna" che deve il nome alla città di Cayenna nella Gujana francese e il termine "cayenna" viene spesso usato per indicare qualsiasi tipo di peperoncino. In America è usato comunemente il termine "Red pepper" per indicare la polvere di peperoncini di Cayenna. I peperoncini Cayenna hanno tutti la particolarità di essere allungati (arrivano a 10 cm) e sottili con la punta spesso arricciata. All'interno di questo gruppo ritroviamo le cultivar: "Mirasol", "Red Cayenne" , "Yellow Cayenne" , "De Arbol" .
Red Cayenne   Yellow Cayenne De arbol

 

GRUPPO JALAPEÑO

I Jalapeño sono i peperoncini rossi messicani più conosciuti in Europa ed hanno un moderato grado di piccantezza e vengono consumati in genere in salamoia.

Il loro nome deriva dalla città di Jalapa (capitale dello stato di Veracruz, in Messico).

In genere sono conservati in scatola o marinati o ridotti in polvere sia verdi che rossi.

Le bacche dei Jalapeño sono molto carnose e piccanti per questo non si essicano naturalmente ma vengono asciugati facendo bruciare del legno di buona qualità che gli conferisce il caratteristico aroma affumicato.

Il prodotto secco è chiamato Chipotle.
In questo gruppo ritroviamo i "Jalapeño" con le cultivar: "Early Jalapeño"e "Jumbo Jalapeño"



GRUPPO PASILLA

Il gruppo Pasilla annovera i peperoncini noti come "Pasilla" conosciuti in Messico come Chile achocolatado o Chile negro in quanto, una volta maturi, sono di colore quasi nero. Ritroviamo qua la cultivar "Pasilla" che ha una forma lunga e sottile con un particolare gusto affumicato.

Quando è fresco è anche conosciuto come Chilaca.




GRUPPO BANANA

Il gruppo banana, racchiude le cultivar  "Sweet Banana" e "Hungarian Wax" con un sapore delicato e dolce. 
b) Capsicum annuum varietà abbreviatum 

Ritroviamo il classico peperoncino rosso italiano.
c) Capsicum annuum varietà Pimento

Questo capsicum annuum era conosciuto in Europa come "peperoncino cuoriforme americano" ed in america come "Pimento pepper", dolce.
d) Capsicum annuum varietà glabriusculum

Ritroviamo qua le cultivar  Chilipiquin o Chiltepin o chilitepin o Tepin o Piquin o Chilipequin.

Si pensa che questo sia la specie più vicina all'antenato comune di tutti i peperoncini (Capsicum).

Il nome deriva da una lingua indigena messicana (il nahuatl) con la quale si chiamava "chilitecpintl" che significa "peperoncino pulce", per le piccole dimensioni delle bacche e l'elevata piccantezza.

Dato il suo colore molto attraente era ed è molto ricercato dagli uccelli che sono stati sicuramente determinanti nella nascita delle numerosissime varietà di questa specie che ritroviamo oggi, anche allo stato selvatico.
e) Capsicum annuum varietà grossum

Ritroviamo qua il classico peperone dolce (Sweet bell) italiano chiamato anche "Chili dolce".
Le altre varietà che ritroviamo in questa specie sono:

f) Capsicum annuum varietà pepperoncini, g) Capsicum annuum varietà pinguita de Mono, h) Capsicum annuum varietà. anomalum, i) Capsicum annuum varietà cerasiforme, l) Capsicum annuum varietà conoide, m) Capsicum annuum varietà conicum, n) Capsicum annuum varietà cordiforme, o) Capsicum annuum varietà cuneatum, p) Capsicum annuum varietà leucocarpum, q) Capsicum annuum varietà longum, r) Capsicum annuum varietà luteum, s) Capsicum annuum varietà lycopersiciforme, t) Capsicum annuum varietà microcarpum, u) Capsicum annuum varietà parvo-acuminatum, v) Capsicum annuum varietà pyramidale, z) Capsicum annuum varietà violaceum.
 
 

2)   CAPSICUM FRUTESCENS

Il Capsicum frutescens comprende varietà che hanno dei gradi di piccantezza variabile ma in ogni caso secondi, come grado di piccantezza alla specie Capsicum chinense (la più piccante).

La forma ed il colore dei frutti nell'ambito delle diverse varietà è invece abbastanza costante.

Ritroviamo in questa specie :
a) Capsicum frutescens varietà fasciculatum

Ritroviamo qua i famosi Santaka, molto piccanti.
   


Santaka
b) Capsicum frutescens varietà malagueta

     Questa varietà  è nota semplicemente come "Malagueta".
 


  
 Malagueta
c) Capsicum frutescens varietà Tabasco

La varietà Tabasco, è molto diffusa in tutto il continente americano e in parte anche nel bacino asiatico.

A  maturazione hanno una colorazione rosso viva e di forma allungata, molto succosi e con un elevato grado di piccantezza.

La famosa "salsa Tabasco" realizzata con questa varietà, si ottiene facendo macerare i peperoncini tritati con tutti i semi nel sale per tre anni in botti di quercia.
Altre varietà in questa specie sono:

d) Capsicum frutescens varietà abbreviatum; e) Capsicum frutescens varietà baccatum; f) Capsicum frutescens varietà cerasiforme; g) Capsicum frutescens varietà conoides.
 
 

3)   CAPSICUM PUBESCENS
Questa specie  ha delle caratteristiche molto particolari rispetto alle altre: i semi sono di colore molto scuro, praticamente nero, i fiori sono viola con antere bianche e le foglie sono pelose.

Sono piante che possono raggiungere notevoli dimensioni.

E' l'unica specie, tra le cinque, delle quali non si conosca la specie selvatica. E' anche conosciuta come Manzana.

Tra le varietà più famose ricordiamo:
 
a) Capsicum pubescens cultivar "Rocoto"

E' conosciuto in Messico come Manzano ed in Perù, Cile ed Ecuador come Rocoto, di un bel colore rosso, che ricorda dalla forma una mela.

E' molto piccante e viene solitamente consumato fresco in quanto ricco di polpa e non si presta bene all'essicazione.

E' una pianta che si sviluppa molto in altezza tanto che è anche denominata tree chile (albero del peperoncino)
    Rocoto - Manzano

 b) Capsicum pubescens cultivar "Canario"

  E' conosciuto in Messico come Yellow Rocoto di colore giallo.

4)   CAPSICUM BACCATUM

All'interno della specie ritroviamo diverse varietà, tra le quali i noti "Aji".

Sono originari della Bolivia e del Perù con un medio grado di piccantezza, rossi o gialli.

Sono molto utilizzati in Perù per la preparazione del loro piatto tipico nazionale, il ceviche.
   

Aji
Ritroviamo in questa specie le seguenti varietà:
a) Capsicum baccatum varietà "Ají Cereza" e "Aji Limon" b) Capsicum baccatum varietà "Bolivian Long": c) Capsicum baccatum varietà "Christmas Bell" d) Capsicum baccatum varietà "Cochabamba" e) Capsicum baccatum varietà "Dedo do Moca" f) Capsicum baccatum varietà "Kovinchu" g) Capsicum baccatum varietà "Mono" h) Capsicum baccatum varietà "Peri-Peri" i) Capsicum baccatum varietà "Pilange" l) Capsicum baccatum varietà "Serranito" m) Capsicum baccatum varietà baccatum; n) Capsicum baccatum varietà microcarpum; o) Capsicum baccatum varietà pendulum dove ritroviamo: 'Ají Amarillo', 'Escabeche', 'Kellu Uchu' , 'Puca Uchu' ; p) Capsicum baccatum varietà praetermissum.
 
 
5)   CAPSICUM CHINENSE
All'interno della specie Capsicum chinense ritroviamo le varietà più piccanti al mondo:

a) Capsicum chinense varietà: 'Habañero', 'Habañero Rojo', "Chocolate Habañero" e Yellow habañero

Gli Habañero sono i più piccanti al mondo e sono originali del sud America.

Hanno la forma arrotondata e possono essere a maturazione rossi o aranciati ed hanno un caratteristico sapore leggermente fruttato.
    Habañero rojo
b) Capsicum chinense varietà "Red Savina"

Ritroviamo il Red Savina, tipico della penisola dello Yucatan ed entrato nel Guinness dei primati per la sua elevata piccantezza.
  

 Red Savin

 c) Capsicum chinense varietà 'Scotch Bonnet'

 che segue come grado di piccantezza l' Habañero .
   
d) Capsicum chinense varietà microcarpa

Ritroviamo in questa varietà gli African Devil (diavolo africano) o Bird's eye (occhio d'uccello) o Piri piri o Pilipili, molto usati in Africa e molto piccante.
   
African Devil
 e) Capsicum chinense varietà Naga Dorset,

 Il Naga Dorset è stato creato recentemente (2006) in Inghilterra e pare superi in  piccantezza l'Habañero (non è stato ancora certificato).
  

 Naga Dorset
f) Capsicum chinense varietà Congo

Ritroviamo i peperoncini noti come Carribean o peperoncini del Congo.
  

 Carribean
Altre varietà sono:
 
g) Capsicum chinense varietà "Datil" h) Capsicum chinense varietà "Limo" i) Capsicum chinense varietà "Panca" l) Capsicum chinense varietà "Red Squash" m) Capsicum chinense varietà "Rocotillo" n) Capsicum chinense varietà "Uvilla Grande" o) Capsicum chinense varietà Yuquitania; p) Capsicum chinense varietà charapa chinchi-uchu; q) Capsicum chinense varietà pucomncho.

PEPERONCINO E...SALUTE

Il Peperoncino appartiene al genere capsicum, della specie "Capsicum annuum", dal latino "capsa", scatola, forziere, si dice, per evidenziare l'importanza dei semi che la bacca come una cassaforte contiene.

I principi attivi sono costituiti dalla Capsaicina, un alcaloide derivato dalla fissazione dell'azoto con altri elementi chimici.
La capsaicina è l'elemento base del peperoncino, responsabile del"bruciore", ma anche degli effetti più benefici sul sistema nervoso.

Contiene :un alto tasso di Vitamina C, in proporzione, più di un arancio, (la scoperta della vitamina c, è avvenuta nel 1937 proprio grazie ad  un peperoncino ungherese).
La Vitamina "P", protegge l'elasticità dei capillari e funziona da tonico dell'attività circolatoria.
Vitamine "K" e "K2" sono antiemorragici. 
Vitamina "E" denominata "long life", antiossidante naturale, riduce il consumo di ossigeno nei muscoli e protegge i tessuti dall'invecchiamento stimolando la produzione di prostaglandine, elementi ormonali capaci di svolgere azione benefica riparatoria dei tessuti delle arterie .
Vitamina "A" svolge un ruolo primario nel metabolismo cellulare ed efficace nei problemi di vista.
La Lecitina , aumenta il volume delle arterie, combattendo il colesterolo.
IL PEPERONCINI NON FA BRUCIARE SOLO LA LINGUA MA ANCHE LE CELLULE TUMORALI
Che il peperoncino avesse molte proprietà terapeutiche già si sapeva ma ora dagli studi diretti da Sören Lehmann dell’università di Los Angeles è emerso che la capsaicina, l’alcaloide principale responsabile della sensazione di piccante prodotta dai peperoncini, è in grado di indurre le cellule tumorali del cancro alla prostata ad innescare il processo di apoptosi, ossia una sequenza di autodistruzione presente nelle cellule.
Lo studio condotto sui topi ha dimostrato che la capsaicina è in grado di indurre l’apoptosi di circa l’80% delle cellule tumorali, e in alcune culture in vitro di cellule umane ne ha bloccato o ridotto notevolmente la proliferazione. Secondo Lehmann la dose somministrata ai topi corrisponderebbe, per una persona di 90 chili, a 400 milligrammi di capsaicina, a sua volta pari al consumo di tre-otto peperoncini della varietà habañera, considerati i più piccanti del mondo. Il contenuto di capsaicina può infatti variare notevolmente a seconda del singolo frutto, oltre che della varietà. Per valutare la piccantezza dei peperoncini si utilizza la “scala di Scoville”, in base alla quale un peperoncino comune ha un punteggio di 5000 unità, il peperoncino calabrese arriva alle 15.000 unità, quello di Cayenna alle 50.000 e il tipo habañera supera le 300.000.
L’azione della capsaicina si esplica in primo luogo attraverso la riduzione dei recettori per gli estrogeni sulle cellule tumorali, ma agisce anche sulle cellule tumorali non ormono-dipendenti e riduce anche la produzione di PSA, la proteina antigene specifica che è utilizzata per rilevare la presenza di un cancro alla prostata attraverso un esame del sangue.
GASTRITE E MALATTIE GASTROINDESTINALI

La capsaicina , che conferisce il sapore piccante, stimola e quindi favorisce la digestione ed ha un alto potere eupeptico  e quindi svolge una efficacie azione preventiva per gastriti, ulcere gastriche, e digestioni difficili.

In caso di ulcera acuta in atto , tuttavia , è consigliabile astenersi dall'assunzione finchè perdura il dolore. Successivamente procedere ad assunzioni in dosi inizialmente non elevate.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BENESSERE, DOLORI E CELLULITE

L'effetto di mutare il dolore in piacere (bruciore , brividi piacevoli, euforia, calore alla nuca e al cuoio capelluto, sudorazione   piacevole), come e' stato definito "un morso che corre sulla pelle",  interessando molti scienziati negli ultimi trent'anni.

Fra quelli che hanno cercato di dare una spiegazione scientifica al fenomeno vi è l'ungherese Dott. Jansò, che ha scoperto che la capsaicina stimola il rilascio da parte delle cellule nervose di una sostanza chiamata "P" , dalla parola inglese "pain", dolore. A questa sostanza una volta emessa, viene impedito il riformarsi sul tessuto nervoso, avendone la capsaicina occupato il posto. Si interrromperebbe quindi , grazie a quest'ultima, la catena che porta il dolore dalle terminazione nervose ai tessuti del corpo doloranti.

A parte questa teoria la cui dimostrazione può risultare difficoltosa, è provato che il peperoncino stimoli le ghiandole produttrici di endorfine, la naturale difesa del nostro corpo al dolore e contemporaneamente richiami sangue in superficie per l'effetto vasodilatatorio della lecitina.

Una preparazione usata sia per i dolori muscolari, per pazienti che soffrono di cellulite e di calvizie può essere un' argilla al peperoncino.

(Incorporate polvere di peperoncino in argilla verde ( rapporto 1 peperoncino/ 6 argilla), con l'aggiunta di acqua fatene un cataplasma da spennellare sulla parte interessata e fate asciugare.
Il peperoncino svolge anche un'azione disinfettante e antifermentativa, prevenendo malattie gastrointestinali  molto frequenti soprattutto nei paesi caldi.
DEPRESSIONE ED INSOMNIA

La medicina indiana , che per centinaia di anni ha sperimentato gli effetti dell'assunzione del peperoncino dice che il peperoncino " stimola lo spirito e il sangue".

L'effetto vasodilatatorio delle arterie e la facilitazione della digestione favorisce il sonno notturno.

( Se non riuscite a superare la barriera del bruciore, miscelate 1 grammo di polvere ogni mattina e ogni sera prima di andare a letto, in un cucchiaio di miele con tè o latte caldo ).
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 


TABAGISMO

Risultati empirici, dimostrano che l'uso continuo del peperoncino favorisce la disabitudine al fumo. Studi scientifici stanno analizzando il fenomeno.

Pare che il merito sia dovuto , ad una sostanza, parente stretta della nicotina, derivata dal tabacco,anch' essa pianta solanacea, "cugina" del peperoncino.

Studiosi americani hanno scoperto che una sostanza presente nel peperoncino, la glicoproteina, produce effetti analoghi ( in questo caso benefici ) a quelli prodotti dalla nicotina.

Chi decidesse quindi di smettere di fumare troverebbe ottimo sostegno fisico nel consumo abituale di peperoncino.

Chi non riuscisse nell'intento troverebbe ugualmente, grazie alla vitamina C , contenuta in altissima misura nei semi, un efficacie protezione contro gli effetti nocivi del fumo di sigaretta.

( Dosi consigliate in assenza di altri disturbi 1 grammo ogni 10 Kg. per due mesi ).
 
 
 
 
 
 
 
 
CARDIOPATIE, IPERTENSIONE, IPOTENSIONE, COLESTEROLO ALTO


Con l' uso costante e regolare del peperoncino è scientificamente provato che la circolazione diviene più regolare e pulita.

Grazie alla vitamina P , la circolazione sanguigna viene naturalmente sollecitata, chi soffre quindi di pressione bassa troverà in questa pianta un efficace rimedio.

D'altro canto chi soffre di pressione alta troverà ugualmente un miglioramento. La lecitina è un acido polinsaturo, e quindi è capace di intervenire nel metabolismo legandosi ad un elemento costitutivo del colesterolo.

Si combina con esso, e lo fluidifica rimuovendolo dalle pareti delle arterie. Il volume delle arterie aumentando fa diminuire di riflesso la pressione arteriosa.

Questa azione combinata fa un efficacie rimedio preventivo quindi per malattie circolatorie, infarti, trombosi...etc.

 
 
 
EMORROIDI E STITICHEZZA

La medicina ha da tempo sperimentato questo effetto del peperoncino di curare le emorroidi ( già nel 1857 l'Accademia medica francese riconosceva al frutto piccante questo potere ).

Anche qui si tratta di un'azione della capsaicina di regolare il flusso sanguigno e della vitamina E capace di ristrutturare le pareti interne dei vasi sanguigni .

Le dosi consigliate in questo particolare caso sono di 0,5 grammi al giorno.

Chi soffrisse di stitichezza troverà ugualmente giovamento in quanto il peperoncino è un grande regolatore dell'intestino.

 
 
 
 
 
 
 

ESALTAZIONE DEL GUSTO

Contro la comune opinione, il peperoncino , passato il momentaneo bruciore, esalta notevolmente il gusto.

Lo studioso australiano John Prescott sostiene che la capsaicina, stimoli le diramazioni del nervo trigemino all'interno della bocca, occhi, naso e lingua.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FERITE

La vitamina K, essendo un antiemorragico, attira le piastrine e accelera il processo di cicatrizzazione.

Un impacco di acqua calda con dentro un pizzico di polvere di peperoncino, se non avete altro modo di disinfettare una ferita è un rimedio "doloroso", ma efficacie più di ogni altro prodotto in commercio.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ALCOLISMO
Il celebre medico fitoterapeuta Henri Leclerc dice di aver guarito molti alcolisti incalliti somministrando ogni tre ore un cucchiaio da cucina da lui preparato miscelando 4 gr. di tintura madre di capsicum annuum con 180 gr. di acqua.
D'altra parte l'utilizzazione del peperoncino contro l'alcolismo ha riscontri puntuali presso varie culture popolari.
Chi ha abusato di alcool starà subito meglio con una tisana amara (assenzio, gauriana) con l'aggiunta di 2 o 3 gocce di tintura madre di peperoncino.
Arteriosclerosi
Le proprietà vasodilatatrici e anticolesterolo sono riconosciute da tutti. Ad esse si aggiunge l'azione della vitamina PP che rende elastici i capillari e della vitamina E che aumenta l'ossigenazione nel sangue. Per questi motivi il peperoncino è utilissimo per la prevenzione e la cura dell'arteriosclerosi.
ARTITE, REUMATISMI

Usato sul corpo, all'esterno, il peperoncino ha un effetto revulsivo cioè dilata i capillari e riscalda.
Per artriti e reumatismi procedere così: far macerare per 2 giorni 6 peperoncini rossi in 100 gr. di alcool a 60° e con questo poi fare impacchi sulle parti dolo-ranti.



ARTROSI, LOMNAGGINE

Castore Durante, un botanico vissuto nel XVII secolo, indica il peperoncino come revulsivo nell'artrosi, nella lombaggine e nella sciatica. In caso di necessità si può preparare una lozione lasciando macerare una parte di peperoncino in 6 di alcool a 33°. Aggiungendo 15/20 gocce di questa lozione in mezzo bicchiere d'acqua si otterrà un ottimo rimedio per artrosi e lombaggini (da frizionare sulle parti).
Allo stesso scopo si potranno preparare dei cataplasmi di argilla e peperoncini da spennellare sul corpo.
Ci vuole l'argilla verde e il peperoncino da unire sempre in ragione di 6 parti di argilla e una di peperoncino. Sia con le lozioni che con l'argilla procedere con cautela e massima attenzione perché se si esagera il peperoncino causa irritazioni gravi ed anche ustioni.
Il consiglio è di sperimentare prima il grado personale di tollerabilità: fare un'applicazione all'interno del braccio; se dopo dodici ore il rossore sparisce senza conseguenze significa che la preparazione scelta può essere usata tranquillamente. Nel caso contrario diminuire la dose di peperoncino.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CADUTA DEI CAPELLI

Il potere stimolante del "capsicum" ha un'azione benefica sul cuoio capelluto.
La tradizione popolare calabrese attribuisce poteri miracolosi al peperoncino contro la caduta dei capelli.
La lozione si prepara così: far macerare al buio per otto giorni 3 peperoncini in un litro di alcool. Filtrarla e frizionare due volte al giorno. Con pazienza. Avendo come riferimento una certezza: nei popoli che consumano peperoncino la calvizie è rara.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LARINGITE

Il peperoncino funziona bene come decongestionante e antinfiammatorio contro laringiti, raucedini e tossi spasmodiche. Una ricetta semplice per i gargarismi. Fare macerare in alcool a 90° 2 gr. di polvere di peperoncino, per 12 ore. Filtrare e usare 10 gocce del liquido ottenuto in mezzo bicchiere di acqua calda.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le curiosità che abbiamo riportato sono state reperite da varie fonti attreverso la consultazione della grande Rete. 

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